Wave Market - Mercatino creativo ad Ostia

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The Succulent Crew

Quando dietro ad un grande successo c’è una piccola pianta grassa.

 

Che l’impegno di Wave Market fosse trasversale lo si sapeva già, ma per permettere alla ruota di continuare a girare bisogna fare in modo che nessun giorno venga sprecato; ecco perché è nato “The Succulent Corner”, un progetto di crowdfunding promosso da Wave Market - in collaborazione con Primaverde Vivai -  che ha l’obiettivo di permettere ai tanti giovani creativi di continuare a credere nei propri sogni. Tramite l’acquisto di una piantina grassa, infatti, chiunque ha potuto contribuire concretamente alla realizzazione di questi progetti.

Ci siamo fatti spiegare di cosa si tratta da alcuni membri del team di Wave Market: sentiamo cos’hanno da dirci Viola Carboni, Emanuele Vacca e Hady Sanad.

“The Succulent Corner”. Iniziamo dal nome: come l’avete scelto? Perché?

E.: Proviene dal nome di un vecchio progetto di un’altra Waver, che originariamente era “Succulent Ideas”. Intuitivamente associo la parola “Succulent” alla fecondità, al fatto che un gesto apparentemente effimero come quello di comprare una pianta possa trasformarsi in qualcosa di incredibilmente importante come sostenere i progetti ed i sogni di alcune persone.

H.: Come spesso accade nel nostro team, il progetto è nato quasi da solo, molto molto in fretta. Io ed Alin ci siamo ritrovati all’improvviso con un’idea da concretizzare, uno shop a cui serviva un nome. Abbiamo raccontato tutto ad Alessia che come al solito ha saputo trovare il nome perfetto: The Succulent Corner.

Come si sposa questa esperienza con quella di Wave Market?

V.: Wave Market nasce come spazio per gli artigiani, per illustratori e i per creativi in generale. È soprattutto uno spazio per chi ha un’idea e vuole raccontarla agli altri.

Solitamente noi siamo di fronte al bancone ad ascoltare queste idee, mentre questa volta abbiamo invertito i ruoli e siamo passati dal lato opposto per raccontare la nostra storia. È stato molto interessante provare un piccolo assaggio di quello che accade durante il Market.

E.: “The Succulent Corner” è una sorta di progetto di supporto a Wave Market. Più concretamente, i ricavati della vendita delle piante ci aiuteranno ad aumentare e migliorare i contenuti della prossima edizione e a commissionare un’illustrazione ad uno degli artisti con cui abbiamo già collaborato.

H.: Wave Market ci ha insegnato a creare lavoro, opportunità, connessioni. “The Succulent Corner” ci ha spinto a raccontare del nostro progetto in un contesto nuovo, a cercare supporto per noi e per gli artisti e artigiani che ci hanno accompagnati nell’ultimo periodo. Due formule distinte che sono una di supporto all’altra. Wave ci mette il contenuto, “The Succulent Corner” il pubblico.

wavemarket.thesucculentcorner

Perché avete scelto come partner proprio un vivaio? Le piante e la natura hanno un ruolo dominante nella grafica di Wave (e ovviamente anche di The Succulent Corner). C’è un motivo preciso?

E.: Come accade spesso in questi casi, probabilmente è nato tutto da qualche circostanza fortuita; ma poi ci siamo trovati ad allestire i banchetti degli artigiani nel bel mezzo delle piante ed è letteralmente sbocciato un nuovo amore (scusate il gioco di parole), fino al punto di vedere la crescita delle piante come una metafora del nostro progetto.

H.: Anche in questo caso credo che si tratti del naturale processo di evoluzione di un progetto che è nato puntando al contatto con il territorio, la natura, la vita, le belle emozioni. Dovevamo per forza muoverci in quella direzione e non a caso ci siamo trovati a collaborare con un’azienda che fa di tutto ciò la base del suo lavoro. Non potevamo trovare un partner più adatto.  

wavemarket.thesucculentcorner

Raccontami come hai vissuto questa esperienza: l’atmosfera che c’era, la gente, i risultati che pensi di aver ottenuto.

V.: Outdoor attira tantissime persone di ogni più disparato ambito, abbiamo incontrato: imprenditori, architetti, designer, artisti e via dicendo; una  pluralità incredibile di personalità e talenti. L’atmosfera era quindi stimolante e incoraggiante soprattutto perché siamo venuti a contatto con realtà con il nostro stesso spirito con le quali collaborare e creare qualcosa di ancora più bello.

E.: Outdoor Festival ci ha ospitato all’interno di uno shop molto particolare, in cui ad essere in vendita erano oggetti ritrovati all’interno dell’Ex Caserma dopo decenni di abbandono. La luce soffusa, le piante grasse, vecchie macchine da scrivere ed altri strani oggetti di cui ignoro l’utilizzo contribuivano a rendere quella stanzetta un luogo davvero surreale.

Riguardo ai visitatori, posso solo dire che il loro interesse nei confronti del nostro progetto e la loro voglia di aiutarci mi ha quasi commosso, sul serio.

H.: Purtroppo non ho potuto seguire il progetto come avrei voluto durante le giornate di vendita ma sono stato presente quanto basta per capire che l’outdoor festival è un evento speciale: l’ambiente è fantastico e la gente che è venuta a trovarci non ha esitato ad aiutarci, supportarci o anche solo ascoltarci. Abbiamo parlato di Wave, Primaverde, Serramadre, gli illustratori che collaborano con noi, i nostri artigiani e sempre abbiamo ricevuto in cambio sorrisi e parole di supporto. Questa è stata la soddisfazione più grande.  

wavemarket.thesucculentcorner

Dimmi la prima cosa che ti viene in mente quando ripensi all’esperienza The Succulent Corner. Qualunque cosa!

V.: Sarò una sdolcinata ma mi viene subito per la mente la luce che entra dalle vetrate della caserma e che illumina le piantine sul bancone di legno. Immagino Wave di dicembre e vedo la stessa calda e accogliente visione trasportata in larga scala: molte più piante, vetrate più alte, una luce calda e molte più persone ad ammirare questo spettacolo.

E.: Le espressioni di curiosità dei bambini di fronte alle nostre piantine. Il mio gioco preferito era mettermi con loro ad associare le piantine a qualche buffa figura: “guarda, questa sembra una persona con le mani alzate!; quest’altra ha la forma di un cuore!”

H.: Una ragazza: la ricordo perché continuava a ripetere che aveva fatto morire tutte le sue piante compresi i cactus. Ci ha aiutato lo stesso, per noi ci ha riprovato. Vorrei solo sapere se quel povero cactus è sano e salvo.


Vi ringraziamo per il vostro supporto!