Wave Market - Mercatino creativo ad Ostia

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Daniele Simonelli

 

Classe ’89, ha meno di trent’anni e un portfolio che racconta notevoli esperienze. Graphic designer e illustratore nasce nella provincia di Roma e si laurea allo IED nel 2011. Giovane e talentuoso, ha lavorato in diversi studi di comunicazione della Capitale, per poi intraprendere un’avventura oltre Manica come freelance.

Leggere un buon libro, camminare con uno zaino sulle spalle tra i boschi, sperimentare ai fornelli qualche nuovo piatto e scambiare due chiacchiere davanti ad una birra è ciò che preferisce fare quando non è chino su un foglio o al computer a disegnare.

Wave Market è lieto di ospitare i lavori di chi conta tra i propri clienti nomi come La Repubblica e Disney, ecco a voi Daniele Simonelli e questo è quello che ci ha raccontato nella sua breve intervista!

Chi è Daniele Simonelli?

Daniele Simonelli è un Graphic Designer e Illustratore proveniente dalla provincia di Roma. Dopo aver lavorato qualche anno nella Capitale ha deciso di fare il grande salto e si è trasferito a Londra, dove ha iniziato a lavorare da freelance per diverse realtà locali espandendo pian piano il proprio portfolio clienti e il proprio range di lavori. Al momento la sua vita di divide tra le due capitali!

Quando non lavora legge, osserva, pedala, cucina e viaggia ogni volta che può!

Che influenze credi abbia avuto il tuo stile e quali sono i tuoi maestri di riferimento?

Il mio stile rientra nel macro gruppo del disegno vettoriale, quindi la parola d’ordine è la sintesi visiva alla quale cerco di restituire un po’ di calore tramite l’utilizzo di texture e sporcature.

Per quanto riguarda i miei “maestri” di riferimento non è affatto facile definirli, seguo e ammiro una quantità notevole di illustratori e artisti del presente e del passato, dai maestri del futurismo a quelli dell’espressionismo, dagli affichiste francesi ai designer inglesi del anni ’50, sempre con un occhio di riguardo a quelli che sono i miei colleghi contemporanei nazionali e internazionali! Se volete qualche nome sparso, direi: Abram Games per l’ironia che ha messo nei suoi lavori, Charley Harper per la sintesi, Robert Lee del Methane Studios per la fantasia e Erberto Carboni per la composizione.

Così giovane e già conti già nel tuo portfolio importanti clienti nazionali ed internazionali come La Repubblica e Disney. Puoi dirci qual è, secondo te, la ricetta per un’illustrazione efficace?

Questa è difficile :) Non seguo una vera e propria ricetta, ho un processo di base dal quale inizio sempre che altro non è che l’analisi del problema (perché fare una illustrazione altro non è che risolvere un problema comunicativo, sia questa per un poster, per una infografica o per un articolo), cerco di analizzarlo da ogni punto di vista e cerco di capire quali sono le possibili soluzioni. Tra queste inizio a scremare fino ad arrivare alle 2-3 che mi convincono di più, poi fermo tutto per concentrarmi su altro, guardo lavori di altri designer per vedere se la mia idea è già stata realizzata e, se sì, come posso fare per renderla più originale, oppure mi aiuta tantissimo guardare cose che non c’entrano assolutamente niente con quello che ho fatto. Step successivo, studio della composizione e dei colori e realizzazione finale. Volendo sintetizzare, potrei dire composizione+ colori+qualcosa di interessante da dire.

Cosa consiglieresti ad un giovane illustratore che sta intraprendendo questa carriera?

Consiglierei di fare quello che ho fatto io: iniziare a lavorare il prima possibile per fare esperienza sul campo e quando meno te lo aspetti lasciare tutto e partire per accumulare nuove esperienze, nuovi posti e nuovi punti di vista, per aprire la mente e rendersi conto di come è fatto il mondo che ci circonda, sia quello lavorativo sia quello fisico. Vivendo noi in questo millennio consiglio anche di prestare molta cura alla propria presenza online (parlo di portfolio, blog etc, ricevo l’80% delle mie commissioni da internet) e di non rimandare all’infinito la costruzione del proprio portfolio: lo fai, lo mandi e continui a lavorare sui tuoi lavori, poi ne fai un’altro dopo un anno e ricominci!

Come pensi s’inserisca una mostra d’illustrazione all’interno di una manifestazione come Wave Market?

Voi, tutti i ragazzi del Wave Market, avete avuto un’idea bellissima e non vedo l’ora di vedere i miei poster e quelli dei miei colleghi nella serra tra le piante e le persone. Purtroppo a Roma la scena dell’illustrazione e degli eventi che girano intorno ad essa non è molto presente, quindi appena ho ricevuto l’invito a partecipare mi sono subito emozionato.

Quali opere porterai alla mostra e in base a cosa le hai scelte?

Porterò 4 poster: 2 li avevo già realizzati tempo fa e 2 inediti. Quelli già realizzati li ho scelti perché credo si leghino bene all’ambiente nel quale verranno esposti: uno è un poster che ho realizzato per la Laurea della mia ragazza l’anno scorso, sono molto legato a questo poster poiché l’ho realizzato mentre lei era a Roma a studiare e io a Londra a lavorare ed è una sintesi di come io vedevo lei in quel preciso momento, inoltre non avevo la possibilità di presenziare all’evento quindi farle recapitare questo poster è stato il mio modo per farle sentire che le ero vicino; l’altro poster sono stato invitato a realizzarlo dal Lago film festival, il quale richiedeva di immaginare un mostro del lago, il mio si chiama Bon Nùl (o Buona Nuvola) ed è una specie di grande Nessie che mangia le nuvole gonfie di pioggia e si mostra solo a chi porta rispetto per la montagna e la natura. Gli altri due poster sono inediti e non vi svelo nulla, vi dico solo che sono stati ispirati dal Wave Market e dalla serra che li ospiterà.

Grazie Daniele per il tempo dedicatoci e per l’entusiasmo che può trasmettere solo chi è riuscito a fare della sua passione un lavoro! Non vediamo l’ora di poter apprezzare i bei lavori che esporrà per Baby Bloomers il 17 e 18 dicembre!

Testo: Chiara Pucci Piccone